Il nostro plexiglas è volato con la Nazionale Italiana Macellai a Sacramento, California, alla prestigiosa World Butcher’s Challenge.

L’idea di abbinare macelleria e plexiglas

Martino Demita, Senior Butcher della nazionale, aveva il compito di pensare a un display, ovvero un semplice banco lineare di vassoi, che fosse anche caratterizzato da un tema. Nel plexiglas vede un materiale elegante e innovativo che, inoltre, nell’ambiente della macelleria è usato molto poco ma si sposa alla perfezione con il concept da lui ideato: “in Italia la carne è oro.”

Ed è così che il nostro plexiglas è diventato protagonista in questa competizione internazionale. Ce ne parla Sonia, co-titolare di Omega Display, che si è occupata dell’intero progetto insieme a Demita e al resto del nostro team di designer.

Il plexiglas è un prezioso alleato nell’Ho.re.ca ma poco utilizzato nella macelleria, come hai accolto la richiesta di Demita?

Il settore macelleria è in grande evoluzione in questi anni, sta conoscendo una forte espansione anche a livello culturale, e il concetto del “Pezzo di carne” si sta evolvendo in qualcosa di ricercato, attento alla preparazione e alla proposta da rivolgere al pubblico. La preziosità di questa materia prima viene oggi sottolineata dal “come” viene esposta. Omega è un’azienda che occupandosi di visual merchandising da sempre, risponde perfettamente alle richieste del settore macelleria per come è sviluppato oggi. Quindi alla richiesta di Martino, nella scelta proprio del plexiglas, abbiamo colto da subito il messaggio che lui voleva comunicare: la carne come l’oro, un gioiello da esporre e mettere in evidenza, con un supporto elegante e raffinato come il nostro metacrilato.

Quali sono le caratteristiche che rendono vincente il binomio plexiglas e macelleria?

Il plexiglas è un materiale attento all’ambiente, 100% riciclabile, e di elevata qualità costruttiva. A pari livello è la carne, l’attenzione nasce dalla scelta del fornitore di bestiame fino all’ultimo tocco di spezie dei preparati. Si equivalgono nel concetto di qualità, pregio e raffinatezza.

Come avete lavorato al progetto? Dalla bozza alla decisione finale.

Martino ci ha proposto circa un anno fa di essere il supporter per la parte display: la sua scelta era nettamente il plexiglas, da subito. Abbiamo studiato il settore, per noi sconosciuto, fatto ricerca e sottoposto a lui alcuni modelli che potevano essere validi per il suo concetto. Partendo da questi modelli Martino ha iniziato ad abbozzare il disegno del display vero e proprio. Incontri, video chiamate, foto, disegni fatti e rifatti. Il processo è durato mesi, ma il risultato è stato pazzesco.

Qual è lo sviluppo di un progetto personalizzato?

Si parte sempre dall’idea che ha il cliente degli articoli che necessita, dove li deve mettere, qual è l’occasione, la location ecc. Facciamo le nostre proposte e le sottoponiamo ma è un lavoro che si sviluppa in sinergia tra le parti, la comunicazione è fondamentale. Il prodotto finale non è mai risultato di una testa sola, Omega si rapporta coi clienti come fossero parte del team, e in effetti lo sono. Cade il rapporto fornitore/cliente, il progetto diventa scopo comune, e non si molla fino a che il risultato finale non soddisfa entrambi. Dopodiché si passa alla fase campionatura, dove spesso emergono criticità e cambi in corsa (di misure per lo più, ma anche di colori e forme). E infine la produzione.

Qual è stata la più grande sfida di questo progetto?

La sfida più grande in questo caso è stata la novità di approdare in un settore che non conoscevamo. Martino lo sapeva, e ci ha accompagnati con grande umiltà verso il suo mondo e quello della macelleria in generale. Siamo rimasti molto colpiti nel vedere come un alimento che è nella nostra quotidianità, custodisse un mondo di lavoro dietro. Certo, lo immaginavamo, ma sentirlo raccontare e vedere nelle varie fasi è stato prima di tutto interessante e poi determinante nella realizzazione del progetto.

Raccontaci qualcosa in più di questa esperienza!

Più che altro un ricordo piacevole: la sera della challenge (Martino gareggiava alle 23:00 ora italiana) ero sintonizzata alla diretta web, hanno presentato i concorrenti, l’emozione era davvero tanta, Martino ha montato il display e poi ha cominciato a lavorare ai pezzi di carne. Uno dei presentatori, che durante la competizione giravano spesso tra i tavoli dei macellai osservandone il lavoro, arrivata alla postazione di Martino ricordo sgranò gli occhi e rivolta al display disse “Wow!”. Quello è stato sicuramente un momento di grande soddisfazione!

Voglio ringraziare Martino Demita, un ragazzo di grande umiltà e altrettante capacità, ci ha introdotti verso un nuovo settore e messo a disposizione la sua conoscenza. Ci ha dato fiducia, ha creduto nel progetto fin da subito, addirittura prima che noi capissimo di cosa si trattasse, ci ha travolti e fatti appassionare.

È stata un’esperienza pazzesca, ed è stato un vero onore poter rappresentare l’Italia a questi mondiali di macelleria.

Vuoi scoprire di più? Leggi il nostro articolo “Il plexiglas nel food: un alleato prezioso”

 

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